Episode's summary
È un voto considerato cruciale per più ragioni, tra i più importanti della storia di Israele, e per comprendere perché basta guardare alla situazione in Medio Oriente e a un Israele al tempo stesso mai tanto forte e forse mai tanto esausto come adesso. Dopo una giornata elettorale che ha registrato un’importante affluenza alle urne, si inizia a tirare le somme. E i numeri per ora dicono il futuro del tanto discusso Benjamin Netanyahu resta aperto. A risultati ancora parziali, il partito del premier uscente e i suoi alleati risultano in testa, ma senza maggioranza. La coalizione guidata dal principale rivale, Gadi Eisenkot, non è riuscita a dare la spallata. La partita comunque non è chiusa. A determinare l’esito di queste elezioni potrebbero infatti essere i partiti arabi. Ne discutiamo con: Naima Chicherio, inviata Info Radio RSI in Israele Daniel Bettini, responsabile redazione esteri del quotidiano Yediot Ahronot a Tel Aviv Arturo Marzano, docente di Storia del Medioriente all’università di Pisa
È un voto considerato cruciale per più ragioni, tra i più importanti della storia di Israele, e per comprendere perché basta guardare alla situazione in Medio Oriente e a un Israele al tempo stesso mai tanto forte e forse mai tanto esausto come adesso. Dopo una giornata elettorale che ha registrato un’importante affluenza alle urne, si inizia a tirare le somme. E i numeri per ora dicono il futuro del tanto discusso Benjamin Netanyahu resta aperto. A risultati ancora parziali, il partito del premier uscente e i suoi alleati risultano in testa, ma senza maggioranza. La coalizione guidata dal principale rivale, Gadi Eisenkot, non è riuscita a dare la spallata. La partita comunque non è chiusa. A determinare l’esito di queste elezioni potrebbero infatti essere i partiti arabi. Ne discutiamo con: Naima Chicherio, inviata Info Radio RSI in Israele Daniel Bettini, responsabile redazione esteri del quotidiano Yediot Ahronot a Tel Aviv Arturo Marzano, docente di Storia del Medioriente all’università di Pisa
Episodes
Elezioni cruciali in Israele
ListenedÈ un voto considerato cruciale per più ragioni, tra i più importanti della storia di Israele, e per comprendere perché basta guardare alla situazione in Medio Oriente e a un Israele al tempo stesso mai tanto forte e forse mai tanto esausto come adesso. Dopo una giornata elettorale che ha registrato un’importante affluenza alle urne, si inizia a tirare le somme. E i numeri per ora dicono il futuro del tanto discusso Benjamin Netanyahu resta aperto. A risultati ancora parziali, il partito del premier uscente e i suoi alleati risultano in testa, ma senza maggioranza. La coalizione guidata dal principale rivale, Gadi Eisenkot, non è riuscita a dare la spallata. La partita comunque non è chiusa. A determinare l’esito di queste elezioni potrebbero infatti essere i partiti arabi. Ne discutiamo con: Naima Chicherio, inviata Info Radio RSI in Israele Daniel Bettini, responsabile redazione esteri del quotidiano Yediot Ahronot a Tel Aviv Arturo Marzano, docente di Storia del Medioriente all’università di Pisa
Serbia, la fine di un’era
ListenedDue anni fa il crollo della pensilina della stazione di Novi Sad, con 16 morti, aveva acceso la più grande ondata di proteste nella Serbia contemporanea. Domenica quella mobilitazione si è trasformata in una vittoria elettorale storica. Con un’affluenza record, la Lista degli studenti – stando ai dati attuali – ha ottenuto oltre il 52% dei voti e la maggioranza assoluta in Parlamento. Aleksandar Vučić, al potere da più di dieci anni, ha ammesso la sconfitta ancora prima delle proiezioni. Come è riuscito un movimento senza leader, nato nelle aule universitarie, a battere un sistema di potere che sembrava inattaccabile? Siamo davanti a una seconda transizione democratica, ventisei anni dopo la caduta di Milošević? Chi governerà ora la Serbia, e con quale idea di paese su Europa, Russia e Kosovo? Ne parliamo a Modem con: Marija Milanović, giornalista RSI Daniel Bochsler, politologo, professore al Centro per la democrazia di Aarau (Università di Zurigo) e Università di Belgrado Milovan Pisarri, storico e…
Il Brasile resta a Lula
ListenedDi nuovo, come 3 settimane fa, qui a parlare di elezioni presidenziali in Brasile. E di nuovo con davanti a noi una sorpresa. Dopo la sconfitta al primo turno, il presidente uscente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva è stato rieletto ieri al ballottaggio. Un ribaltamento che ha sorpreso molti, conseguenza anche della mobilitazione di chi si era astenuto al primo turno. L’avversario di estrema destra, il senatore Flavio Bolsonaro, contesta il risultato, chiede che il voto sia annullato, ma difficilmente verrà soddisfatto. Malgrado la vittoria clamorosa, il quarto mandato (non consecutivo) di Lula sarà una strada tutta in salita. Perché il Paese si è comunque spostato a destra e perché la pressione popolare sarà grande. Ne discutiamo con: Emiliano Guanella, giornalista, voce dall’America latina per la nostra tv Jacopo Bottacchi, ricercatore in storia politica, co-autore del libro “Brasile globale. Economia e politica da Lula a Lula”, pubblicato lo scorso anno dall’editore Meltemi Anna Mastromarino,…
Quando si sbaglia strada
ListenedRisse, spedizioni punitive, talvolta con coltelli, vandalismi e spaccio sono entrati nella cronaca ordinaria in vari luoghi del cantone. Nella copertina di Modem le voci di alcuni giovani del Mendrisiotto che ci descrivono una sensazione di insicurezza, o addirittura pericolo, e che chiedono l’attenzione del mondo adulto: famiglia e scuola. Anche dalla politica sono arrivate diverse interrogazioni e interpellanze nei comuni particolarmente interessati da queste situazioni per sollecitare interventi, non solo di polizia. Questo stesso problema era al centro del dibattito organizzato dal Consiglio dei Giovani Momò che si è tenuto ieri sera a Mendrisio. Il titolo della serata “Quando si sbaglia strada: prevenire la criminalità minorile, costruire nuove opportunità”. L’accento è stato messo dunque a monte di questi fatti di cronaca. Come prevenirli? Come elaborare misure che responsabilizzino i giovani autori di reati? E come reinserirli in società? Al loro tavolo c‘erano rappresentanti delle istituzioni e della…
La 13esima AVS e il rompicapo dell’IVA
ListenedSarà uno dei temi principali in votazione il prossimo 19 novembre: l’aumento dell’IVA per finanziare - almeno parzialmente - la 13esima rendita dell’AVS, approvata dal popolo nel marzo del 2024. Una rendita che verrà versata per la prima volta nel corso del prossimo dicembre a circa 2 milioni e 600mila pensionati, per una spesa totale di circa 4 miliardi di franchi. Il fondo di compensazione dell’AVS permette al momento di far fronte a questa nuova uscita, ma a lungo termine il finanziamento del nostro primo pilastro non è al momento garantito. Da qui la soluzione di compromesso elaborata con fatica dal Parlamento, che propone di aumentare dello 0,4% a tempo indeterminato il tasso dell’Imposta sul valore aggiunto. Per farlo occorre modificare la Costituzione federale e per questo c’è bisogno dell’avallo di popolo e cantoni. Dal 2030 in poi il Consiglio federale prevede di forgiare una nuova riforma per stabilizzare ulteriormente questa storica assicurazione sociale, creata nel 1948. Come finanziare la…